Intrecci brassicoli

Il mondo del vino e dalla birra in Italia è destinato a essere intrecciato. Le sperimentazioni in campo birrario si arricchiscono grazie ai metodi vinicoli creando sempre nuove esperienza gustative.

Mi hanno affascinato i diversi metodi e processi dei ragazzi del Klanbarrique. Un progetto del Birrificio Italiano. Ho bevuto delle birre in bilico tra diversi mondi. Molto interessanti. Cose particolari, incroci di texture e aromi. Non so il motivo e la necessità di tali produzioni, ma mi hanno affascinato e lasciata incuriosita.

Dal loro sito: “Klanbarrique si propone disondare i punti di contatto tra il mondo della birra e quello delvino; in uno scambio di idee, ingredienti e tecniche che dà originea una generazione di bevande ibrida e del tutto nuova.” Infatti ho assaggiato birre veramente particolari sulla linea di confine trabirra e spumanti, prodotti notevoli che mi hanno lasciato la vogliadi riprovarle e conoscerle meglio.

Ho avuto il piacere di assaggiare Inclusio Ultima e Padosè entrambe birre appartenenti alla linea spumantizzata.

In queste due produzioni l’incrocio tra mondo del vino e della birra è considerevole. Per entrambe viene utilizzato il metodo classico, attraverso le fasi della spumantizzazione. La prima fase, liqueur de tirage, in cui la rifermentazione in bottiglia prevede un aggiunta di zuccheri e lieviti. Dopodiché viene lasciata affinare in bottiglia per otto mesi. Avviene poi la fase chiamata remuage, le bottiglie vengono progressivamente ruotate e messe a testa in giù per far sì che il lievito esausto si deponga sul tappo per poi essere rimosso attraverso la sboccatura. Fase nella quale viene ghiacciato il collo della bottiglia per solidificare i residui di lievito e toglierli più facilmente. Infine si ha la Dosage, in cui per compensare quanto perso nella sboccatura, si ricolma la bottiglia con del prodotto che può essere di diversa natura.

La Padosè ha un’aggiunta di ribes nero dopo la fermentazione, il quale “lasciato macerare, le dona delleintense e piacevoli note fruttate ed una leggera acidità.” Il nome di questa birra deriva dal processo finale di dosage, quando dopo l’eliminazione dei residui viene ricolmata la bottiglia. In questocaso con la birra stessa “che richiama `pas dosé´, ovvero il`dosaggio zero´, che tradotto significa che dopo la sboccatura non vengono aggiunti ulteriori zuccheri, ottenendo così una bella secchezza nel prodotto finale

La Inclusio Ultima mi ha maggiormente incuriosito. La base è la famosa Tipopils. È l’utilizzo dei luppoli che dona carattere a questa birra. Vengo messi in bottiglia insieme agli zuccheri e ai lieviti durante la fase di liqueur de tirage, un dry hopping in stile metodo classico. E poi eliminati tramite la sboccatura. Questo processo rende l’aroma della birra molto luppolato sia al naso che in bocca. Il risultato è intrigante, il luppolo è il protagonista.

Dopo averle assaggiate e fatto due chiacchiere con uno dei ragazzi ho capito che questo progetto non è solo marketing. Dietro c’è studio, professionalità e passione. Le birre mi sono piaciute molto e mi hanno lasciato la voglia di riprovarle, di berle nuovamente con maggiore attenzione. A mia avviso questo è sempre un buon segno.

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