Zucca, cipolla, Brie e Bitter

Zucca, cipolla, Brie e Bitter

Un ingrediente che mi fa impazzire è la zucca. Uno dei pochi motivi per cui posso tollerare l’autunno e l’arrivo dell’inverno. Mi piace molto usarla in cucina, mi piace contrastare la sua dolcezza o assecondarla leggermente.

Ho così pensato di provare questi stuzzichini da godersi con una buonissima birra. Bocconi gustosi d’assaporare al riparo, a casa durante le giornate uggiose.

Non so se era una ricetta già vista e forse già provata. Fatto sta che mi è venuto in mente questo abbinamento: zucca, cipolle stufate e Brie.

Zucca, cipolla e Brie

Zucca si, ma quale? Quando pensiamo alla zucca è sempre la solita a venirci in mente. Arancione, tonda a spicchi. Quella di Halloween per intenderci. È anche quella che troviamo più comunemente nei super mercati. Però ne esistono diversi tipi, con le proprie caratteristiche, da utilizzare nelle ricette più appropriate. I miei tipi di zucca preferiti sono la Mantovana e la Butternut. Per la consistenza e la struttura della loro polpa.

Per questa ricetta però ho usato la classica Zucca Moscata di Provenza, quella che troviamo comunemente nella grande distribuzione.

Il dolce della zucca si accorda con quello della cipolla a cui si aggiunge la grassezza del Brie, il quale con la sua sapidità e l’aiuto del leggero amaro data dalla cottura delle cipolle, equilibria il boccone. La grassezza del formaggio comunque resta vincitrice. Per questo ho pensato ad abbinarci una birra dalla solita intensità, leggermente, ma proprio leggermente dolce con un finale amaro che ripulisse dalla dolcezza del boccone. Così ho provato ad abbinarci la Highlander del birrificio scozzese Fyne Ales, uno dei miei birrifici preferiti. È una bitter, dal colore ambrato, sullo stile classico.

Zucca, cipolla e Brie

L’aroma, leggermente intenso è di malto e agrumi. Il sorso continua sulla solita scia dell’aroma. Un inizio leggermente caramellato e tostato con un finale un po’ sgraziato, tagliato netto dall’amaro del luppolo.

Sicuramente la grassezza lasciata dal formaggio avrebbe bisogno di maggiore carbonazione. Solitamente le birre inglesi non spiccano per carbonazione, specialmente le bitter, anzi la poca carbonazione è la loro caratteristica basilare. Ma l’amaro lasciato nel finale dalla birra riesce a pulire il palato rendendolo nuovamente pronto ad un nuovo morso.

L’abbinamento è risultato abbastanza accettabile. La leggera dolcezza iniziale del morso va di pari passo con la mite dolcezza della birra. Ed entrambi hanno un finale che riporta l’equilibrio in bocca.

Forse la scelta della birra non è stata la più azzeccata, per il taglio finale dato dal luppolo, un po’ troppo brusco. Accentuato dalla sapidità del formaggio, il quale avrebbe bisogno di una birra leggermente più carbonata e meno amara per essere ripulito del tutto.


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